One day it just clicks.

Home. Maroubra Beach_Australia.

One day it just clicks. You realize what’s important and what isn’t. You learn to care less what other people think of you and more about what you think of yourself. You realize how fare you’ve come and you remember when you thought things were such a mess that you would never recover. And you smile. You smile because you are truly proud of yourself and the person you’ve fought to become. 🌊🌺🌪🙏🕉 8 months Australia. 




Rachele. 

🌊🌺🌪. 

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Quello che ho imparato viaggiando. 

Il bello di quando fai un viaggio è che si incontrano un sacco di persone. Il brutto di quando fai un viaggio È che prima o poi devi salutarle. Ma viaggiare insegna . Ogni volta che ho fatto un viaggio ho portato a casa qualcosa. Nuove abitudini, nuovi paesaggi e nuove città da raccontare, gusti diversi, idee nuove, una mente libera, un cuore pieno, qualche ferita, tanti ricordi, nuovi amici. Viaggiare insegna ad essere liberi e a non sentirsi più così tristi quando arriva il momento di salutare qualcuno, perché in fondo se siamo legati davvero prima o poi ci si ritrova, sempre, e se il tempo o la vita non lo permettono tu impari a lasciare un posto sicuro nel cuore per queste persone. Viaggiare mi ha insegnato ad amare un po’ di più, ad apprezzare l’Italia, il paese dove sono nata, la Città dove sono cresciuta, il cibo, le feste di tradizione che quando le fai ogni anno ti sembrano noiose e ripetitive, il Natale, i compleanni, le stagioni, il mio lavoro, i miei AMICI! Mi ha insegnato ad aspettare e ad avere pazienza. Mi ha insegnato che tutto è possibile basta volerlo. Mi ha insegnato che non bisogna per forza essere ricchi, si può girare il mondo con pochi soldi nelle tasche se impari che quello di cui hai bisogno è meno di quello che pensi. Mi ha insegnato a prendermi cura di me, delle relazioni e a capire quali sono le persone a cui manchi davvero e che ti vogliono veramente bene e quelle a cui invece non gliene frega proprio un cazzo di te. Viaggiare è come accendere la luce in corridoio buio: mi ha insegnato a non avere paura, ad apprezzare la solitudine e a capire quanto sia potente la forza di un abbraccio. Viaggiare mi ha dato la forza di ricominciare ogni volta che ne ho avuto bisogno, senza scappare da niente e da nessuno, solo per andare incontro a qualcosa di nuovo. Viaggiare mi ha arricchita di conoscenza: Ho imparato che il passato non è un nemico ma un ponte che il futuro non è spaventoso ma interessante e che il presente è l’unico vero tempo che ci resta da vivere! Viaggiare mi ha insegnato ad ascoltare le mie emozioni e a capire quelle degli altri. Ho imparato a riconoscere le vibrazioni pulite e buone da quelle tossiche e cattive, ho capito che tutto quello che è superfluo pesa ed è meglio viaggiare leggeri se si vuole arrivare lontani. Ho imparato a lasciare la porta aperta a chiunque, in modo che le persone si sentano libere di entrare ed uscire senza dovermi spiegazioni, tanto chi vuole restare non ha bisogno che tu glielo chieda. 

Dedico questo pensiero a tutti quelli che viaggiano, ai miei amici sparsi nel mondo, e a quelli che mi aspettano a casa. E poi lo dedico a te che oggi parti davvero. 

Le ragazze di Bondi beach credo che oggi si taglieranno tutte le vene!!! A parte gli scherzi: Mi sono divertita troppo a lavorare con te. Conserva e coltiva la tua spontaneità, è un dono prezioso, LO SAI! 

Una volta da qualche parte ho letto questo:

“Chi viaggia senza incontrare l’altro non viaggia, si sposta.”

Allora viaggia, più che puoi. 

Buona fortuna Claudino abbi cura di te! ❤️


🍓. 

L’amore in cui credo io. 

  << Bondi beach art wall, Australia. >>

TO MOM and DAD: 

Credo nell’amore: credo in quello a prima vista, in quello impossibile, in quello senza un’età, in quello a distanza, in quello del “per sempre”. Credo nell’amore dei bambini piccoli quando ti dicono “maestra ho trovato un fidanzato”; credo nell’amore dei ragazzini che si baciano seduti sulle panchine fregandosi della gente che passa; credo nel primo amore che “non si scorda mai”, ma credo anche nel secondo, nel terzo e nel quarto, perché un amore se vale la pena di chiamarlo così è speciale in ogni caso. Credo nelle “zuppe riscaldate” perché è vero che indietro non si torna, ma se nel presente ci sono dei “ritorni” non ha importanza da dove arrivano, importa solo essere emozionati! Credo nell’amore di mezza età tra due persone che hanno il coraggio di lasciarsi un passato alle spalle e rimettersi in gioco con i sentimenti. Credo nell’amore tra due persone anziane, perchè sono stati bravi abbastanza da tenersi stretti ed invecchiare insieme. 

Credo nell’amore selvaggio del “fai uno zaino e scappa via con me”. Credo nell’amore che ti spacca il cuore quando finisce ma più di tutto credo nella forza dell’amor proprio che rimette sempre insieme i pezzi prima o poi. Credo nell’amore punto e basta, perché quando arriva non importa dove sei, quanti anni hai, se sei pronto oppure no. Credo nell’amore che ti spiazza, che ti sorprende, che stravolge i piani che ti eri immaginata di fare, che ti sconvolge, che ti da una scossa, che ti spaventa anche un po’, che ti fa sentire viva, giovane e bella, credo nell’amore che ti fa girare la testa e ti fa battere il cuore forte, credo nell’amore delle “farfalle nello stomaco” ma credo che l’amore vero sia proprio quello che resta quando le farfalle sono volate via! 

E poi c’è un amore in cui credo più di tutto ed è quello dei miei genitori che oggi festeggiano 35 anni di matrimonio. Credo nel mio babbo che resta alzato fino a tardi per andare a prendere la mia mamma a lavoro, credo nella mia mamma quando nasconde i regali nel mio armadio per i compleanni del mio babbo. Credo in loro e nelle risate che si fanno, nelle passeggiate della mattina presto con il mio piccolo Ettore e in quelle foto così buffe che si fanno per mandarmi un saluto fino a qui. Credo nell’amore di tutti i giorni, con gli alti e bassi ma che in fondo non si spezza mai. Ecco in cosa credo. 

BUON ANNIVERSARIO Dondo e Donda, sono felice di essere stata anch’io un’invitata un po’ speciale al vostro matrimonio quel giorno! 

Non posso abbracciarvi, ma sono salita fino quassù per regalarvi questo: L’oceano! 

Con AMORE, 

Rachele. 

I miei 7 mesi in Australia. 🌊🐚🌺❤️

Walk on the Wild Side. 

Celebrate life • embrace authenticity • laugh out • dance for no reason • have fun • dream big • be bold • create new paths • make mistakes • inspire • be inspired • shine brightly • enliven join • make things • connect • LOVE unconditionally • live fully • be an explorer • never stop learning • never stop growing • be curious • be present • give hugs • enjoy spontaneity • open your mind • expand your heart • play daily • be still • fly • color outside the lines • share • be enthusiastic • be yourself always • enjoy simple things • live your passion • see with fresh eyes • listen • let go of perfect • be kind • have gratitude • see the beauty everywhere • breathe deeply and smile. THIS IS ME, FREE SPIRIT. 


I ‘m just a free spirit with wild heart and an open road ahead.

Love my Ocean. 

Rachele. 🌊🐚🌺🌿🙏🕉🌌✨🌙📿

Il mio cammino per Santiago.

Il cammino di Santiago è arduo e meraviglioso. È una sfida e un invito. Ti distrugge e ti svuota.Poi ti ricostruisce….dalle fondamenta. Ti prende tutte le energie e te le restituisce triplicate. Devi percorrerlo da solo, altrimenti non ti svela i suoi segreti. 

La fatica fisica e mentale più grande che io abbia mai provato,la scelta migliore che io potessi mai fare in vita mia.

In questo periodo di un anno fa ero in cammino per Santiago. Anzi, per essere precisi a Santiago ci ero già arrivata, stavo camminando verso Finisterre, la fine della terra, perché come dice il nome della città stessa la strada ad un certo punto finisce e ti trovi uno strapiombo impressionante che si apre sull’oceano . Nello zaino avevo tre paia di calzini, 4 paia di mutande, qualche T-shirt, un paio di felpe una tuta, due pantaloncini corti, un paio di scarpe, e uno di sandali, una sciarpa, un giacchetto per il vento, un sacchetto di medicine e antinfiammatori d’emergenza, un sacco a pelo, un quaderno per scrivere, un sasso, una conchiglia ed un libro. 


Non vi racconterò il motivo per cui ho scelto di farlo, preferisco tenerlo per me, ma posso raccontarvi il motivo per cui lo rifarei. Un viaggio interiore e nel mondo di un’immensità disumana. Ancora oggi quando ne parlo mi vengono i brividi e gli occhi lucidi per l’emozione. La capacità di sintesi non è il mio forte, ma se in poche parole dovessi descrivervi cos’è e cosa è stato per me il cammino di Santiago, beh…. vi direi che il cammino per me è LA VITA NELLA VITA. 


Si, perché immaginate un po’ di camminare su una strada, lunga lunga, in cui ci sono deviazioni, incroci, lavori in corso, salite, discese, segnali evidenti e segnali nascosti ( frecce gialle e conchiglie ), persone che vanno,persone che vengono, persone che ti piacciono e quindi ci stringi amicizia, persone che non ti piacciono e quindi eviti di camminarci a fianco. Persone che perdi e poi ritrovi, persone che perdi e basta. Lo zaino pesante, le gambe stanche, condividere i pranzi e le cene, raccontarsi storie, fare il bagno nei pozzi, dormire nelle fattorie, guardare le stelle, stare alzati di notte a parlare con persone che non conosci,mangiare e dormire per terra, perdersi nel bosco, cantare e suonare intorno ad un fuoco acceso, piangere dal dolore, ridere senza riuscire a smettere! Innamorarsi. Vivere il cammino con una consapevolezza diversa, con la curiosità di ascoltare, osservare ed assorbire l’essenziale mi ha permesso di tornare a casa con una mente pulita ed un cuore aperto. Si dice che “il cammino ti cambia la vita”. Io preferisco dire:” il cammino ti viene a cercare!” poi quello che accade dopo dipende da te. Non c’è niente di magico, assurdo o fantascientifico, che non possa accadere in qualsiasi altro posto nel mondo in cui ci troviamo; semplicemente il cammino ti cambia perché TU decidi di farlo. Il cammino ti chiama, ti viene a cercare nel momento in cui tu quel cambiamento lo hai già fatto molto prima, quando dentro di te succede qualcosa per cui hai bisogno di mettere un po’ della tua casa e delle tue cose dentro uno zaino e partire senza sapere davvero dove andrai e se ce la farai!


 Quando senti il bisogno di macinare chilometri e chilometri di strada accompagnato da emozioni, ricordi pensieri che tutto sommato ti fanno compagnia nella tua solitudine! Quando ti sembra che quello che hai non ti basta, quando ti manca tutto ma in realtà poi non hai bisogno di niente! Quando senza chiedere e senza spiegare senti il bisogno di ANDARE. Attraversare campi, boschi, foreste di notte, camminare scalza sulla sabbia, il caldo che ti indebolisce, il freddo che ti taglia il viso, camminare in montagna, attraversare il deserto sperando di non finire l’acqua che hai con te, camminare sulla costa e lasciarti l’oceano a fianco, macinare chilometri di strada, fatica, dolori pensieri e ricordi. La solitudine. 


Incontrare persone. Dimenticarsi il telefono chi sa dove perché ti rendi conto che una conversazione e una risata condivisa sono molto meglio di un social network. Capire l’importanza vera di un abbraccio o di uno sguardo complice, dare spazio a nuovi incontri, e dare importanza a chi veramente ti ama e ti aspetta a casa.
Sarei disposta a sedermi ad un tavolo con chiunque mi chiedesse di raccontargli questo viaggio bellissimo e pieno di vita. Tutt’ora a distanza di un anno con la mente più fredda continuo a fare fatica nel trovare parole adatte per descriverlo, poi realizzo che non esiste scrittura o fotografia all’altezza delle emozioni che si provano, allora vi dico che il cammino non si racconta, SI VIVE! 


Un viaggio nel mondo e negli altri che mi ha Permesso di incontrare persone straordinarie che tutt’oggi sono i miei amici, la mia famiglia. Persone che non ho più visto ma che mi sono state vicino in ogni scelta che ho fatto fino a qui. Persone che a dicembre attraverseranno mezzo mondo per venire da me. Un viaggio interiore e profondo che in qualche modo mi ha cambiata per sempre. Un viaggio che mi ha aperto le porte del mondo. 


Oggi, a distanza di un anno mi ritrovo a scrivere le pagine del mio diario in un paese che non è il mio, in un luogo in cui sono ospite ma nel quale io mi sento a casa mia, a mettere in discussione la mia professionalità e il mio lavoro studiando in inglese nuovi metodi e tecniche di allenamento perché quello che so non mi basta più. A distanza di un anno mi ritrovo a progettare viaggi senza preoccuparmi del tempo che perderò o se avrò abbastanza soldi per arrivare fino in fondo. 


A distanza di un anno proprio in questi giorni arrivavo a Finisterre, e non avevo la minima idea di tutto quello che sarebbe accaduto dopo, delle persone che avrei incontrato, sapevo solo che ero stanca e distrutta, avevo un’infiammazione all’anca e un viso pieno di lacrime (e brufoli), questo me lo ricordo bene, ed ero tanto spaventata e disorientata quando sono tornata a casa. Poi però sono ripartita…da un giorno qualunque mettendo insieme tutte le mie macerie, ho creato un barattolino dove mettevo i miei risparmi per fare questo viaggio, ho iniziato a godermi il mio lavoro perché sapevo che per un po’ non lo avrei fatto più. Ho messo anima e corpo nella mia carriera e nella vita degli altri. Mi sono goduta l’estate, e il Natale, gli amici, gli aperitivi dove io bevevo solo acqua, le camminate in montagna e il mare bello, le sere d’estate, e quelle d’inverno, mi sono guardata l’alba e il tramonto un mucchio di volte! Ho iniziato a leggere. Ho guardato le stelle! Ho conosciuto persone nuove. Ho lasciato la mia casetta in campagna e sono tornata a vivere con i miei genitori, mi sono tenuta stretta stretta al mio cane e poi giorno dopo giorno sono arrivata fino a qui. 


La fine del cammino è solo l’inizio di un altro… e poi in fondo “dal cammino” non si torna mai veramente a casa. 

Il cammino ti entra dentro e ti segna per sempre. 

Che cosa ho imparato? 

Che non bisogna mai dare per scontato i segnali che la vita ogni giorno ci offre. Che le persone che incontriamo non arrivano mai per caso; che la calma è una grande fonte di potenza, che il silenzio è meraviglioso e la solitudine è un luogo speciale quando ci sai abitare dentro, ma deve restare abbastanza grande da accogliere gli altri, non tutti, solo quelli che contano. E poi ho imparato che abbiamo questa vita, e bisogna fare quello che ci piace di più al mondo per renderla più semplice e bella possibile. Chi lo avrebbe mai detto che aprire le braccia all’oceano di Finisterre mi avrebbe portato fino all’oceano dall’altra parte del mondo?


L’acqua diventa pulita scorrendo, l’uomo andando avanti. Il mio cammino per Santiago.

Buen Camino, Buena vida! 

Rachele. 

@rstellinapt

Beyond Borders: “R”

Vi racconto una storia sull’amicizia. La storia di un’amicizia genuina, buona e vera che accade solo quando le persone si “attraversano”, quando per conoscersi si ascoltano, quando nel silenzio del tempo c’è una grande comprensione e un forte rispetto, quando una conversazione lasciata a metà non pesa niente e quando per stare insieme oppure separati non c’è bisogno di inventarsi nulla. Questa è la storia di un’amicizia che è nata in montagna per amore della montagna. E per me è una certezza che mi fa sentire al sicuro ogni volta che ci penso. 


Un’amicizia che quando ho deciso di partire e “mollare tutto” non mi ha dato della fuori di testa, ma mi ha incoraggiata a farlo, un’amicizia che nel silenzio ha compreso e rispettato la mia scelta senza nemmeno chiedermi perché. Un’amicizia che mi ha dato la forza di credere che ce l’avrei fatta anche quando io pensavo che era troppo difficile. Un’amicizia che mi ha fatto crepare dal ridere ogni volta che abbiamo condiviso il nostro tempo libero. Un’amicizia che per parlarsi ed arricchirsi ha giocato allo “scambio libri”. 

Un’amicizia speciale che nonostante la distanza supera ogni confine. Questa è la storia di un’amicizia che va oltre la realtà delle cose perfino oltre le cime delle montagne…e quello che lui sta facendo per me è la spiegazione di tutto. Per ogni vetta scalata lui porta un pennarello indelebile nero con se, scrive la lettera “R” su ogni cima conquistata con fatica senza la mia compagnia! Ogni volta che mi manda una foto mi sento felice due volte, per lui che è arrivato fino in cima e per me che sono in tutta la fatica che prova!



Non potrà sentire il suono della mia risata con se, ma in fondo è nel silenzio che le persone si fanno sentire di più. Non sarò nei suoi giorni, non ci sarò nemmeno a dirgli che non deve mollare, non ci sarò per dargli la mia Barretta energetica o la mia borraccia con l’acqua…ma sarò in quel pennarello, dentro il suo zaino, in tutte le cime che conquisterà! Chi ti chiede come ti chiami ma non ascolta il suono della tua voce, chi ti chiede che lavoro fai ma non ti chiede che fai nel tempo libero, chi ti chiede che pensi ma non sa quello che provi, chi ti chiede che studi ma non sa cosa leggi, chi ti ascolta ma non ti sente, chi ti chiede cosa indossi il sabato sera ma non conosce il tuo colore preferito non può sapere davvero chi sei.  Non sono gli anni a rendere un’amicizia speciale, ma la profondità con cui ti leghi a qualcuno. E così mentre aspetto che il mio inverno passi, vivo l’estate in tutte le sue imprese straordinarie! 

FORZA AMICO MIO, CHE DOPO LA SALITA C’È LA VITA! Quando avrai conquistato tutte le montagne, ricordati di  portare una “R” fino a qui. Manchi. 

Rachele. 

 

@rstellinapt

La distanza insegna ad amare.

Oggi per esempio sento la mancanza di tutto. Non ho mai conteggiato le volte che un’amica o un amico mi ha chiamata o cercata per fare qualcosa, non mi piace fare le proporzioni quando si parla di rapporti umani! Io credo in quell’amicizia vera, in quella forma di amore puro e unico al mondo che per me è in tutte le cose. Credo in quel rapporto che, al contrario di come si dice, puoi tranquillamente dare per scontato perché in fondo chi veramente ti ama resta. 



Mi fa stare bene pensare che non ho bisogno di sforzi perché un’amicizia sopravviva nel tempo, mi piace pensare che non ho bisogno di lunghe telefonate o chissà quale altro mezzo di comunicazione per sentirmi parte della vita di chi oggi vive lontano da me. Nelle persone cerco la libertà di potermi allontanare e la certezza di poter tornare quando voglio senza che niente cambi. Cerco negli altri il rispetto dei propri spazi ma amo l’invadenza di chi mi viene a prendere quando mi perdo. 



Mi piace scegliere, Scelgo gli amici, scelgo i colleghi, scelgo chi amare e chi lasciare andare via, ma mi piace anche essere scelta, e sopratutto amo chi mi viene a cercare. 


Vivere lontano da casa è difficile, perché se ti manca qualcuno forte forte non lo puoi abbracciare. Vivere qui è ancora più difficile perché quando tu dormi gli altri sono svegli e quando sei sveglia tu gli altri dormono e così finisce che un gap di 8 ore ti sembra infinito. 


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È incredibile come l’assenza di qualcuno diventi la più forte delle presenze! 

Della domenica mi è sempre piaciuta l’abitudine di passarla con le “tue persone” e non lo so quando avrò la possibilità di farlo un’altra volta, ma una cosa la so: LA DISTANZA INSEGNA AD AMARE. 


Una domenica d’inverno a Sydney.  A presto.

Rachele. 

@rstellinapt